venerdì 20 novembre 2009

Acqua, bene comune?

Ricordo un post delirante dell'anno scorso nel quale fischiavo come una biscia incazzata contro la privatizzazione dell'acqua, che stava passando sotto silenzio. Ora ahinoi, con un po' di ritardo, dopo che Beppe Grillo fra i primi ne ha lanciato l'allarme, se ne risente parlare sui giornali... a voi la caccia al tesoro...google is your friend. Me lo ha fatto notare anche di recente un'amica invitandomi a firmare una petizione e qualche giorno fa una consigliera del PD, ad un'incontro politico, invitandomi alla serata organizzata per il 30 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Teatri Possibili, via Papiria 8 a Piedicastello dei Trento, dal titolo:

L'acqua è un bene di tutti. E domani?

Interverranno rappresentanti della cooperativa Quater e dell'associazione Yaku.
L'ingresso è libero e gratuito. Venite.

Rilancio qua sotto la petizione, per quelli che soffrono della terribile malattia di "pigrizia dell'indice":

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

IMPEDIAMOLO !

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:

- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.

Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere

L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.

Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.

Salvare l’acqua è una questione di democrazia

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Andate a firmare!
Mister_NixOS

mercoledì 18 novembre 2009

Paternità: per le vostre donne!

Oggi sono rimasto a casa dal lavoro: passato la notte insonne a vomitare, ho pensato di rimanere a casa, per paura di passare qualche forma influenzale ai colleghi. Alla fine sembra non abbia nulla, forse semplicemente un'indigestione... boh..
Comunque non tutti i mali vengono per nuocere: finalmente un po' di tempo da dedicare al blog. Approfitto dunque di questa pausa forzata dal lavoro per lanciare un appello, a tutti gli appartenenti al genere maschile (dunque anche a me stesso...)

Sono stufo di vedere solo donne combattere per i diritti negati al loro genere; ho maturato l'idea che fino a quando non sarà anche un cospicuo gruppo di uomini a battersi per loro, nulla cambierà. Combattere non solo a parole, ma anche con i fatti, avendo soprattutto il coraggio di fare scelte contro i propri interessi a breve termine, ragionando solo a lungo termine, pensando che col proprio contributo si contribuirà forse a cambiare pian pianino la società.

Letto il titolo del post, dopo queste poche righe si sarà già sicuramente compreso dove voglio andare a parare: fino a quando saranno solo le donne a chiedere permessi per i figli, chiaramente i datori di lavoro, cui spesso interessano prevalentemente aspetti economici (in certi casi per necessità oggettive), continueranno a considerare un grosso rischio assumere donne e farle crescere in carriera. Se anche gli uomini chiedessero altrettanto spesso permessi, o addirittura utilizzassero estesamente la paternità, allora i pesi sulla bilancia andrebbero probabilmente a spostarsi, in modo che i piatti di questa siano un po' più vicini alla configurazione di equilibrio: la differenza nei fattori di rischio economici nell'assunzione di uomini e donne si ridurrebbe e le aziende sarebbero costrette a riorganizzarsi in modo da poter compensare diversamente eventuali assenze per problemi legati alla prole. Adesso come si fa? lo sappiamo tutti: devono nominare una figura chiave? allora tendenzialmente prenderanno uomini (o donne di una certa età...), considerati maggiormente affidabili in quanto saranno solo le loro mogli a mancare per l'eventuale cura dei figli... che spetterebbe ad ambedue in egual misura, ma questa è un'altra questione...

C'è però da essere realisti rispetto anche ad alcune esigenze specifiche di alcune aziende/società: esistono ruoli per i quali è quasi impossibile la sostituzione, soprattutto improvvisa, lunga e senza congruissimo preavviso; ci sono ruoli per i quali una sostituzione richiederebbe investimenti di tempo e denaro tali da non essere di fatto possibile. Dunque si deve comprendere che questi non possano essere assegnati a chi, anche se solo per il periodo di congedo obbligatorio per gravidanza, potrebbe mancare a lungo dal posto di lavoro; quanto meno non si può pensare che al suo ritorno, dopo che l'azienda avrà dovuto investire fortemente su un'altra persona per compensare l'assenza, glielo riassegni di default. La ricollocherà.
Se questi ruoli vengono assegnati a uomini e basta non e' per maschilismo, ma per esigenze oggettive.

Questi sono però alcuni e pochi ruoli, pochissimi; per tutti gli altri possiamo intervenire noi uomini, chiedendo anche noi permessi per i figli ed il congedo per paternità, contribuendo ognuno nel suo piccolo a spostare i pesi sui piatti della bilancia.

Dunque basta con le chiacchiere! Basta col limitarsi firmare appelli contro la discriminazione! Se potete, prendete anche voi permessi per i vostri pargoli, andate in paternità: un investimento a lungo termine, per una società migliore per le vostre figli ed... anche i vostri figli

Mister_NixOS

P.S.
Altrettanto realisticamente: non so se sia per retaggio culturale o eccessivo testosterone fra i neuroni... ma so che ben pochi uomini rinuncerebbero ad una carriera per la famiglia... gli uomini vogliono il potere ed in genere sono tutt'altro che disposti a mollarlo, una volta ottenutolo...

domenica 8 novembre 2009

Desaparecido for Schubert

Ebbene sí: sono desaparecido da circa un mese e mezzo. Non che no abbia piú nulla da raccontare, considerazioni da condividere, ma sono cambiate le prioritá: nel tempo libero che mi lascia la scuola, molto meno rispetto all'anno scorso visto che mi hanno affidato un incarico di coordinamento e che ho deciso di seguire un corso di formazione di lingua araba (che casino!), preferisco dedicarmi alla musica; fino a qualche mese fa invece il passatempo principale era la lettura, la quale stimolava alla scrittura. Non sto leggendo quasi neanche i giornali.. devo riprendere contatti col mondo... vediamo... potrei eliminare qualche ora di pianoforte, visto che me ne sto facendo davvero un'overdose: a parte le strasuonate sonatine di Mozart e qualche sonata di Beethoven sto cercando di imparare alcuni improptu du Schubert. Chopin... i suoi notturni... sará un anno che l'ho lasciato, non perché non mi piace piú, ma semplicemente per voglia di cambiamento. Non mi sono invece dedicato a migliorare la tecnica con esercizi mirati e procedo come al solito, raffinando il tocco e l'orecchio in modo disordinato, disorganizzato e poco efficiente. Chi se ne frega: mica devo fare il musicista professionista: suono solo per me stesso, per la mia anima!Tornando agli improptu du Schubert, dopo aver imparato il  D899, Opus 90 n.1:


vecchia conoscenza, ho leggiucchiato il n.2, per suonare decentemente il quale dovrei mettermi a fare un po' di esercizi di sgranchimento dita:


ho studiato benino il n.3, per il quale basta un po' di concentrazione:


ho studiacchiato il n.4:


mi sono fatto un'overdose col D 935, opus post 142 n.2:

 

ed adesso sto studiando il n.3 della medesima opera, ce vi presento interpretato da questa bravissima ed affascinante pianista:


che trovo stupendo, una variazione meglio dell'altra; per ora ho studiato il tema principale e le variazioni 1 e 3; la seconda e la quarta sono meno difficili di quanto sembrino, la quinta richiede molta più agilità di quanta io ne abbia adesso. Ma la vita é lunga.

Se ve li siete ascoltati tutti, nell'ordine che vi ho presentato, allora avrete forse capito il mio stato d'animo attuale.

Buona overdose a tutti... anche a me: vado a suonare un po'... ma Mozart questa mattina.

Mister_NixOS

Oddio... devo anche studiare una tonnellata di musica per i cori con cui canto... argh!