Parlavo con mia madre dei suoi ricordi sui professori del suo liceo:
Mamma: "erano degli esseri inutili: non dicevano nulla di più di quanto potessi trovare già scritto sul libro, ma poi pretendevano un sacco. Non li potevo sopportare: mi facevano perdere un sacco di tempo che avrei potuti dedicare allo studio da sola e poi pretendevano veramente tantissimo!"
Pretendevano appoggiati in questo da tutta la società.
Questa possibilità di pretesa ha formato lei e quelli della sua generazione, facendoli diventare quello che sono oggi: sicuramente preparati, ma con un ricordo tale della scuola da voler essere a tutti i costi più innovatori dei giovani, rifiutando il pensiero che altre generazioni possano soffrire quanto loro hanno sofferto.
Oggi alcuni pretendono pochino, spostando molto l'attenzione dagli apprendimenti al rapporto, considerato giustamente, in determinati contesti, fondamentale ai fini di un contenimento, che non viene messo in atto da società e famiglia nella misura in cui competerebbero loro e che deve essere attuato per creare un decente ambiente di apprendimento.
Ma alla fine gli studenti non imparano quasi niente, da troppi punti di vista.
Anche oggi molti professori sono parzialmente inutili, come allora, solo per altre ragioni. Probabilmente lo sono anche io.
Mi chiedo: mia madre sarebbe contenta oggi, ringiovanisse d'un tratto e si trovasse ancora studentessa, dietro i banchi di certe scuole?
Troveremo mai un equilibrio in fini ed atteggiamenti?
Mister_NixOS



