lunedì 13 aprile 2009

Studiare: per forza!!!

L'altro giorno discutevo con una cara collega di didattica, in particolare di un punto di vista: quello secondo cui dovrebbe essere la scuola ad inseguire ad ogni costo gli studenti per far sì che si appassionino di tutto quanto viene spiegato.
Naturalmente tutti cerchiamo di far sì che gli studenti amino la materia che spieghiamo, innanzitutto per noi stessi più che per loro: è una delle nostre maggiori soddisfazioni!
Da qua a dire, come fanno certe famiglie e certi politici (nonché certi arrampicatori) che siamo addirittura responsabili (ed implicitamente dicono che dobbiamo essere noi a pagare!) se non riusciamo a fare in modo che qualche alunno si interessi a quanto spieghiamo ne passa...

Innanzitutto, come nella vita al di fuori della scuola, non si può piacere a tutti. Anzi! cambiando momentaneamente topic, metto sempre in guardia da quelli che cercano di piacere a tutti, persone spesso subdolamente viscide e pericolose; andate a leggere il bel post di forsenonstotroppobene riguardo questa categoria di persone.
Dunque in particolare non si può piacere a tutti gli studenti. Direi che posso preventivare addirittura che sempre ci sarà qualcuno cui andrò del tutto di traverso. Pazienza.
Secondariamente, se la scuola vuole essere specchio della società e del mondo, devono anche abituarsi a fare decentemente quanto loro non piace: nella vita, nel mondo esterno, fuori da quel guscio protettivo in cui li coccoliamo a volte anche troppo, si troveranno spesso a dover fare cose che loro non interessano o che non gradiscono, a svolgere (sigh!) compiti in cui non credono (uhm... a chi sto parlando adesso...?). Dobbiamo insegnar loro anche a sopravvivere. Dunque: non piace la matematica o la storia? non siamo riusciti a convincerli della loro utilità? Pazienza.
Le devono studiare semplicemente perché devi=ono farlo per sopravvivere nel posto in cui si trovano, in questo momento la scuola. Se un giorno ne capiranno l'importanza, ok; altrimenti si abituino almeno a fare quanto viene richiesto da un superiore. Ah ecco... anche questo non digerisci: che siamo tuoi superiori. D'altronde alcuni di loro non hanno buoni esempi neancha casa di cosa sia un adulto, del perché ci si debba fidare, ogni tanto, di quanto suggeriscono... mescolate questo alla crisi adolescenziale e si crea un mix esplosivo. O almeno, se proprio non vogliono ascoltare, non romperanno le balle ai compagni che qualcosa cercano di fare e comprendere! devono abituarsi a pensare che sul posto di lavoro non saranno permessi certi comportamenti di disturbo. Sul lavoro si viene richiamati per iscritto ed al terzo: licenziamento! Da dove pensano provenga la nostra regola che dopo un tot di sanzioni si viene sospesi? anche se sono i migliori, che finiscono prima degli altri, non possono permettersi di andare in giro, annoiati, a disturbare i compagni. Fossero sul posto di lavoro interferirebbero difatti col lavoro dei colleghi, che potrebbero svolgerlo male, provocando un danno all'azienda e ... chi paga? Naturalmente deve pagare anche (e soprattutto) il disturbatore: si è materialmente e moralmente responsabili non solo di se stessi! Tutti lo siamo in una certa qual misura di tutti quelli con cui interagiamo! Non si è soli al mondo: ci sono anche gli altri e le loro esigenze.
Stare a certe regole e svolgere i compiti assegnati dai superiori serve per il bene collettivo. Sono stati messi lì apposta per badare al bene collettivo (ehm... in teoria...)
Non ci stanno? Quando saranno un po' più grandi potranno certamente decidere di non stare a qualche regola o alle regole in generale. Scelta perfettamente lecita. Ricordando però che ogni scelta ha un prezzo e dovranno pagarlo, come se ne paga uno in termini di libertà personale stando alle regole. Non si può pretendere di non pagare mai nessun prezzo. Non è una questione morale, ma materiale.

Ah! a proposito di scelte e morale, vi invito a leggere un post interessante, di Wolfstep, col quale concordo in larghissima parte.

Buon lavoro e buona lettura!
Mister_NiXOS

P.S.
dunque dove volevo arrivare? Boh? troppo Martini... chiudo e pubblico... hic...

8 Comments:

Mister_NixOS said...

Ed il Martini era tanto che solo ora mi sono accorto di aver messo nel titolo "sudiare" anziche' "studiare".
Corretto! Hic... che mal di testa...

geisha666 said...

io penso non dimenticherò mai il magnifico professore di lettere che ho avuto al ginnasio....
E' stato essenziale per la mia formazione non solo umanistica...ma anche umana.
U professore non credo abbia nè debba avere RESPONSABILITA' sui ragazzi..... responsabilità che forse competono ad altri..
Può invece avere un ASCENDENTE su di loro.. nel formare e arricchire le loro menti, senza che essi se ne accorgano..
Se un professore svolge con passione il suo lavoro..gli studenti se ne accorgono...e se riesce a migliorare la mente anche solo di uno dei suoi studenti..sarebbe già tanto!!!
Se ho imparato ad amare la cultura...e a guardare la realtà al di là dei pregiudizi e della cieca ottusità della disinformazione...lo devo a lui!!!
Professori non mollate maiiii!!

Mister_NixOS said...

Ciao,
scusate il ritardo nelle risposte, ma sono stato via qualche giorno.

@forsenonstotropppbene:

sono ben d'accordo sul fatto che il "perche' devi" e' odioso... ma puo' essere anch'esso educativo, no? Com'e' la vita fuori? E specchio di cosa deve essere, in parte, la scuola?
Per quanto riguarda le motivazioni... ok, nella maggior parte dei casi si trova sempre una motivazione decente, che vada bene, ma non in tutti i casi.
Considera pero' che c'e' materia e materia: non in tutte si riescono a trovare sempre agganci motivanti abbastanza forti.
La motivazione iniziale spesso non e' pero' sufficiente per fare piacere davvero quanto si sta affrontando. Diverse volte ho visto nascere il piacere dalla fatica e dalla gratificazione di vedere finalmente cosa si e' costruito, dalla rielaborazione a posteriori assieme alla eventuale gratificazione dalla valutazione.
Ma senti un po': ti saranno capitati anche quelli che, nonostante comprendano benissimo le motivazioni che fornisci loro, nonostante riconoscano siano validissime, non gliene freghi niente di lavorarci sopra, semplicemente perche' odiano lo studio, di quasi qualsiasi cosa? o di qualsisasi cosa non li agganci al momento, con ganci che pero' si spezzano sempre, veramente ogni volta, troppo presto? Questo avra' risposto anche alla tua domanda: la realta' scolastica in cui vivo e' considerata delle piu' difficili, per chi insegna materie "teoriche". Mettila cosi': le medie li mandano tutti da noi, assieme ai licei, bastondandoli, per poi trovarsi con classettine selezionate, in cui e' ben facile motivare i rimanenti...

@geisha666
Col tuo commento apri capitoli delicati, spinosi ed interessanti: chi e' adatto all'insegnamento? come valutare l'operato degli insegnanti? Ho dei pensieri a riguardo... mi sa che dovro' scrivere un altro post... oddio... devo scriverne altri 3... oddio... prima o poi ne affrontero' l'argomento....
Per ora pero' devo rifuggire.
A domani, forse, finito di montare la libreria...

Ciao!
Mister_NixOS

kinnie51 said...

Ma tu cosa insegni di preciso?

Mister_NixOS said...

Principalmente matematica. Qualche anno ho insegnato anche fisica e materie che sta fra il diritto del lavoro e l'organizzazione aziendale.
Ora, fortunatamente, solo matematica e forse un giorno fisica.
Sono un fisico.
Mister_NixOS

Raffaella said...

Descrivo un mondo ideale: noi prof. e i genitori dei nostri studenti "collaboriamo", ci impegnamo insieme per l'educazione e la formazione dei ragazzi, per far capire loro che rispettare le regole non vuol dire limitare la propria libertà ma difenderla, significa rispettare se stessi ed esigere dalla scuola che faccia il suo dovere in modo totale.

Mister_NixOS said...

Beh, devo pero' dire che sono fortunato: insegnano non in citta', ma in un paesino di valle, dove ancora c'e' un certo rispetto per i professori...intendo piu' di quanto mi dicano certi miei colleghi che insegnano in certe scuole malfamate di citta'.
Nella mia scuola i genitori sono quasi tutti abbastanza collaborativi... quasi tutti... ci sono anche gli irriducibili sindacalisti dei loro figli, ma pochi, per fortuna.
Mister_NixOS

Alan said...

Bhe che dire....studiare fa anche bene alla salute :P