lunedì 14 dicembre 2009

Piccolo, bastardo italiano...

Stralcio di piacevole conversazione di questi giorni:

Lui: "certo che se non sei leghista lo diventi"
Io: "perché?"
Lui: "prendi mia figlia, che ha studiato a Verona. Ci sono delle zone off limits per gli italiani, dove girano questi extracomunitari che ne combinano di tutti i colori. Non era leghista, ma dopo un po' lo è diventata".
Io: "Purtroppo certi episodi fomentano il razzismo; bisognerebbe che anche le forze dell'ordine riprendessero il controllo di certe zone, in modo da prevenire certe situazioni. E' facile che da queste si generalizzi e, visto uno "straniero" che delinque, si passi al "tutti gli stranieri delinquono". Non appaiono tutti quelli che sono a lavorare onestamente, ma logicamente solo quelli che sono in giro a bighellonare e cercare guai. Presenti un problema oggettivo".
Lui: "Ma guarda che si diventa per forza razzisti: ce ne saranno di bravi, ma comunque... comunque fanno branco, fanno paura, è la loro cultura, sono bastardi".
Io: "..."
Lui: "Prendi l'altro giorno: ero in zona XXX ed ad un certo punto vedo che AAA, italiano, si incontra con BBB, straniero, e cominciano a litigare; dopo poco BBB tira AAA dentro un vicoletto, cominciano a menarsi ed arriva un gruppo di compagni di BBB, tutti della stessa origine, e si mettono in 5 a menare AAA."
Io: "Insomma è scoppiata una rissa... un pestaggio e tu?"
Lui: "Ma no, stavano solo facendo a botte... non sapevo bene neanche io cosa fare, in genere tiro dritto, non sono affari miei, ma poi mi sono accorto di conoscere AAA, dunque mi faceva pena, allora ho pensato di chiamare le forze dell'ordine, ma... non ne ho neanche avuto bisogno: in quel momento sono passati di lì i vigili e BBB con i suoi compagni si sono dileguati."
Io: "..."

La conversazione si interrompe bruscamente. Probabilmente vedendomi fra lo schifato e l'esterefatto ha deciso di chiuderla lì. Non l'ho più rincontrato.

Bastardi a chi? Vedi uno che viene fracassato di legnate 5 persone per strada e.. vabbè non mettersi di persona a difenderlo (realisticamente contro 5 c'è poco da fare), ma neanche attirare l'attenzione e chiamare la polizia? "Non sono affari miei"? Ti faceva pena solo perché lo conoscevi?
Chi è il bastardo, piccolo, bastardo italiano...

Mister_NixOS

domenica 13 dicembre 2009

Gnothi seauton? attraverso chi?

Mi è stato utile sentire in bocca ad altri affermazioni del mio passato, di momenti di "leggerezza". Sentendo me stesso ho potuto rianalizzare la realizzazione nella mia vita quotidiana di quegli ideali che difendo, verbalmente, a spada tratta. Mi sono così accorto di alcune incongruenze apparenti fra i miei dire e fare... ho avuto un attimo di resistenza psicologica nel prenderne coscienza, un po' di rabbia, subito sopita, un risveglio cui è seguita un'analisi direi spietata di me stesso, una ricerca incontrollata di autogiustificazioni che regolarmente andavo a smontare, spiegazioni di meccanismi non razionali, ma psicologici, inconsci, subdole cancellazioni o omissioni di parte della realtà dalla mia mente. Parzialità.

Interrogativo: da quanti dovrò sentire ancora me stesso per poter vedere con chiarezza cosa ho dentro, chi sono? cosa sono?

Conosci te stesso per conoscere gli altri o riconosci te stesso negli altri per conoscere te stesso? Oddio vado i loop...

Chi è certo d'essere sempre imparziale scagli la prima pietra. (e scusate il plagio... ops un fulmine...)

Mister_NixOS

lunedì 23 novembre 2009

Berlusconi in breve

Come da titolo:



venerdì 20 novembre 2009

Acqua, bene comune?

Ricordo un post delirante dell'anno scorso nel quale fischiavo come una biscia incazzata contro la privatizzazione dell'acqua, che stava passando sotto silenzio. Ora ahinoi, con un po' di ritardo, dopo che Beppe Grillo fra i primi ne ha lanciato l'allarme, se ne risente parlare sui giornali... a voi la caccia al tesoro...google is your friend. Me lo ha fatto notare anche di recente un'amica invitandomi a firmare una petizione e qualche giorno fa una consigliera del PD, ad un'incontro politico, invitandomi alla serata organizzata per il 30 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Teatri Possibili, via Papiria 8 a Piedicastello dei Trento, dal titolo:

L'acqua è un bene di tutti. E domani?

Interverranno rappresentanti della cooperativa Quater e dell'associazione Yaku.
L'ingresso è libero e gratuito. Venite.

Rilancio qua sotto la petizione, per quelli che soffrono della terribile malattia di "pigrizia dell'indice":

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

IMPEDIAMOLO !

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:

- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.

Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere

L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.

Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.

Salvare l’acqua è una questione di democrazia

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Andate a firmare!
Mister_NixOS

mercoledì 18 novembre 2009

Paternità: per le vostre donne!

Oggi sono rimasto a casa dal lavoro: passato la notte insonne a vomitare, ho pensato di rimanere a casa, per paura di passare qualche forma influenzale ai colleghi. Alla fine sembra non abbia nulla, forse semplicemente un'indigestione... boh..
Comunque non tutti i mali vengono per nuocere: finalmente un po' di tempo da dedicare al blog. Approfitto dunque di questa pausa forzata dal lavoro per lanciare un appello, a tutti gli appartenenti al genere maschile (dunque anche a me stesso...)

Sono stufo di vedere solo donne combattere per i diritti negati al loro genere; ho maturato l'idea che fino a quando non sarà anche un cospicuo gruppo di uomini a battersi per loro, nulla cambierà. Combattere non solo a parole, ma anche con i fatti, avendo soprattutto il coraggio di fare scelte contro i propri interessi a breve termine, ragionando solo a lungo termine, pensando che col proprio contributo si contribuirà forse a cambiare pian pianino la società.

Letto il titolo del post, dopo queste poche righe si sarà già sicuramente compreso dove voglio andare a parare: fino a quando saranno solo le donne a chiedere permessi per i figli, chiaramente i datori di lavoro, cui spesso interessano prevalentemente aspetti economici (in certi casi per necessità oggettive), continueranno a considerare un grosso rischio assumere donne e farle crescere in carriera. Se anche gli uomini chiedessero altrettanto spesso permessi, o addirittura utilizzassero estesamente la paternità, allora i pesi sulla bilancia andrebbero probabilmente a spostarsi, in modo che i piatti di questa siano un po' più vicini alla configurazione di equilibrio: la differenza nei fattori di rischio economici nell'assunzione di uomini e donne si ridurrebbe e le aziende sarebbero costrette a riorganizzarsi in modo da poter compensare diversamente eventuali assenze per problemi legati alla prole. Adesso come si fa? lo sappiamo tutti: devono nominare una figura chiave? allora tendenzialmente prenderanno uomini (o donne di una certa età...), considerati maggiormente affidabili in quanto saranno solo le loro mogli a mancare per l'eventuale cura dei figli... che spetterebbe ad ambedue in egual misura, ma questa è un'altra questione...

C'è però da essere realisti rispetto anche ad alcune esigenze specifiche di alcune aziende/società: esistono ruoli per i quali è quasi impossibile la sostituzione, soprattutto improvvisa, lunga e senza congruissimo preavviso; ci sono ruoli per i quali una sostituzione richiederebbe investimenti di tempo e denaro tali da non essere di fatto possibile. Dunque si deve comprendere che questi non possano essere assegnati a chi, anche se solo per il periodo di congedo obbligatorio per gravidanza, potrebbe mancare a lungo dal posto di lavoro; quanto meno non si può pensare che al suo ritorno, dopo che l'azienda avrà dovuto investire fortemente su un'altra persona per compensare l'assenza, glielo riassegni di default. La ricollocherà.
Se questi ruoli vengono assegnati a uomini e basta non e' per maschilismo, ma per esigenze oggettive.

Questi sono però alcuni e pochi ruoli, pochissimi; per tutti gli altri possiamo intervenire noi uomini, chiedendo anche noi permessi per i figli ed il congedo per paternità, contribuendo ognuno nel suo piccolo a spostare i pesi sui piatti della bilancia.

Dunque basta con le chiacchiere! Basta col limitarsi firmare appelli contro la discriminazione! Se potete, prendete anche voi permessi per i vostri pargoli, andate in paternità: un investimento a lungo termine, per una società migliore per le vostre figli ed... anche i vostri figli

Mister_NixOS

P.S.
Altrettanto realisticamente: non so se sia per retaggio culturale o eccessivo testosterone fra i neuroni... ma so che ben pochi uomini rinuncerebbero ad una carriera per la famiglia... gli uomini vogliono il potere ed in genere sono tutt'altro che disposti a mollarlo, una volta ottenutolo...

domenica 8 novembre 2009

Desaparecido for Schubert

Ebbene sí: sono desaparecido da circa un mese e mezzo. Non che no abbia piú nulla da raccontare, considerazioni da condividere, ma sono cambiate le prioritá: nel tempo libero che mi lascia la scuola, molto meno rispetto all'anno scorso visto che mi hanno affidato un incarico di coordinamento e che ho deciso di seguire un corso di formazione di lingua araba (che casino!), preferisco dedicarmi alla musica; fino a qualche mese fa invece il passatempo principale era la lettura, la quale stimolava alla scrittura. Non sto leggendo quasi neanche i giornali.. devo riprendere contatti col mondo... vediamo... potrei eliminare qualche ora di pianoforte, visto che me ne sto facendo davvero un'overdose: a parte le strasuonate sonatine di Mozart e qualche sonata di Beethoven sto cercando di imparare alcuni improptu du Schubert. Chopin... i suoi notturni... sará un anno che l'ho lasciato, non perché non mi piace piú, ma semplicemente per voglia di cambiamento. Non mi sono invece dedicato a migliorare la tecnica con esercizi mirati e procedo come al solito, raffinando il tocco e l'orecchio in modo disordinato, disorganizzato e poco efficiente. Chi se ne frega: mica devo fare il musicista professionista: suono solo per me stesso, per la mia anima!Tornando agli improptu du Schubert, dopo aver imparato il  D899, Opus 90 n.1:


vecchia conoscenza, ho leggiucchiato il n.2, per suonare decentemente il quale dovrei mettermi a fare un po' di esercizi di sgranchimento dita:


ho studiato benino il n.3, per il quale basta un po' di concentrazione:


ho studiacchiato il n.4:


mi sono fatto un'overdose col D 935, opus post 142 n.2:

 

ed adesso sto studiando il n.3 della medesima opera, ce vi presento interpretato da questa bravissima ed affascinante pianista:


che trovo stupendo, una variazione meglio dell'altra; per ora ho studiato il tema principale e le variazioni 1 e 3; la seconda e la quarta sono meno difficili di quanto sembrino, la quinta richiede molta più agilità di quanta io ne abbia adesso. Ma la vita é lunga.

Se ve li siete ascoltati tutti, nell'ordine che vi ho presentato, allora avrete forse capito il mio stato d'animo attuale.

Buona overdose a tutti... anche a me: vado a suonare un po'... ma Mozart questa mattina.

Mister_NixOS

Oddio... devo anche studiare una tonnellata di musica per i cori con cui canto... argh!

lunedì 28 settembre 2009

Manifestazione delle Agende rosse - Antonio Di Pietro

Da ascoltare...



Mister_NixOS

domenica 27 settembre 2009

Schubert: Improptu As-dur Op. 142 No. 2

Questa mattina prendo il libro di Improptu di Schubert acquistati e provo l'Improptu As-dur Op. 142 No. 2. Allegretto di introduzione stranoto, carino, romantico, un po' strappalacrime, poi la sorpresa: un trio di bellezza sconvolgente (mi fa tremare il cuore!), che termina riprendendo il tema iniziale: mi veniva da piangere dalla commozione.
Ho dunque deciso di cercarne una registrazione su youtube e passarvela. Fra le tante ho scelto questa perché mi sembra si avvicini maggiormente a come mi piace (ehm... mi piacerebbe...) suonarne il trio. Buon ascolto:

Mister_NixOS

mercoledì 23 settembre 2009

Politica del bene?

Nel caso si debba e/o voglia collaborare con un'altra parte politica, anche se ideologicamente distantissimi, comprendo i buoni propositi di

"cercare di comprendere l'idea dell'altro e di non avere pregiudizi dettati dalle ideologie o convenienze politiche"

per i quali qualunque cosa questo proponga sia automaticamente classificato come schifezza e dunque sicuramente da scartare. Questa è semplicemente la descrizione di una modalità di lavoro di un gruppo eterogeneo di persone, che conosce bene chiunque abbia mai lavorato decentemente in squadra, ma... non comprendo il significato di affermazioni del genere:

"questa parte politica non deve cassare quanto dice quest'altra parte politica se è per il bene dei cittadini".

Cosa significa difatti "bene dei cittadini"? Mi sembra più che chiaro, nonché doverosamente da sottintendere, che tranne eccezioni OGNI parte politica voglia il bene dei cittadini, ma che ognuma abbia un suo concetto di bene e di male differente, legato appunto all'ideologia che rappresenta.

Per esempio, nel mio caso particolare, da sinistroide ex(?)comunista non mi sognerei mai di dire che i leghisti non vogliano il bene dei cittadini, ma riconosco che ho un'idea molto diversa da loro di cosa sia questo bene e, anche quella volte che si è concordi, di quali siano gli strumenti da utilizzare per cercare di perseguirlo. Sempre a titolo esemplificativo, sulla questione immigrazione ed integrazione le distanze ideologiche sono abissali, per cui posso cercare di ascoltarli a mente aperta, ma se non concordo con certe loro proposte non è perché penso che non vogliano perseguire il bene dei cittadini.

Oggetto di discussione politica non dovrebbe essere l'intenzione di perseguire il bene, ma il concetto di bene, altrimenti si rischia di finire in discorsi totalmente privi di significato, sprecare tempo ed energie.
Su certe questioni si deve riconoscere la rottura, inevitabile, anche per rispetto dell'altro e della sua idea.

Tutto questo nella "piccola" politica... nella "grande" a volte sembra purtroppo talvolta invece che l'oggetto sia davvero l'intenzione... che ci stiano tutti prendendo per i fondelli...

Mister_NixOS

lunedì 21 settembre 2009

Insegnamento: mestiere creativo

L'insegnante è un lavoratore che dovrebbe avere innanzitutto due caratteristiche: creatività e flessibilità.
La prima per riuscire a trovare, anche "al volo", grazie anche alla seconda, soluzioni didattiche che si adattino alle esigenze degli studenti; creatività e flessibilità per poter inseguire in tempo reale gli input dei cervelli che si trova dinnanzi, elaborando soluzioni senza lasciare spazi morti. Come in un'improvvisazione, jazzistica, di un duo di strumenti, che si inseguono a vicenda, uno d'essi tenendo a bada l'altro, cercando di non farlo scivolar via, troppo lontano, su melodie troppo distanti, addomesticando nuove soluzioni che continuano a svelarsi.
Dunque: un lavoratore che per 18 ore in settimana svolge questo mestiere creativo, col cervello che va a mille per star dietro non ad un solo strumento ma contemporaneamente ad almeno una ventina, all'improvvisazione jazzistica di un'intera orchestra, che ha anche il compito di educare le generazioni future, visto che di fatto molti di loro vedono più noi che i loro genitori, e che per il restante delle ore diurne settimanali lavorative, stimiamone circa altre 18, svolge un mestiere intellettivo di rielaborazione e creatività, direi quasi di ricerca scientifica, pur potendo permettersi un'organizzazione decisamente flessibile in tempi, luoghi e modalità, quanto dovrebbe essere retribuito?
Probabilmente un po' più di quanto lo si sia oggi, in Italia. Fortunatamente in Trentino si prende un po' più che nel resto d'Italia, dove non se la cavano affatto bene... a consolazione comunque un po' sopra lo stipendio medio, ma pochino secondo me. Né mai verremo pagati di più: purtroppo non c'è assolutamente riconoscimento sociale, pensando al contrario i più che siamo dei fannulloni. Non faccio altro che incontrare imprenditori e lavoratori autonomi che dicono d'essere LORO il sostegno unico dello stato e che siamo pagati con le LORO tasse, NOI che non facciamo nulla, se non "tenere quattro marmocchi ed insegnare solo a quelli che vi stanno dietro, abbandonando tutti gli altri...". Affermazioni decisamente lontane dagli obiettivi che quasi la totalità dei docenti che incontro tutti i giorni cerca di perseguire.
D'altronde servizi come questo (è lunghino, ma vale la pena guardarlo)

lasciano l'impressione che anche gli insegnanti facciano parte di quella categoria di parassiti inamovibili che infestano dalle fondamenta al tetto la società italiana.

Forse se ci fosse maggior trasparenza ed una seria valutazione degli insegnanti, con sanzioni reali, allora anche il riconoscimento sociale cambierebbe. Non penso che arriveremo però mai a tanto, per cui non resta che trovare forza di continuare nel piacere stesso che si prova nell'insegnare, nel condividere, nel veder crescere, nella creatività e nella varietà che ci sono di stimolo continuo e d'obbligo.
Che fatica pero' a volte...
Ed ora mi metto al lavoro.

Mister_NixOS

venerdì 18 settembre 2009

Concerto imminente: Voci d'Amore nel Mondo

Ecco le informazioni corrette promesse riguardo il prossimo concerto del mio coro, progetto per la cui preparazione abbiamo sudato decisamente a lungo:


Voci d'Amore nel Mondo



Viaggio nella tradizione colta di Argentina, Russia e Germania tra Ottocento e Novecento

Concerto per coro e pianoforte

Nel prossimo concerto il Coro si cimenterà con pezzi dal repertorio profano dell'Ottocento e del Novecento, seguendo un percorso che lo porterà dalla pampa argentina fino alla steppa russa attraverso le rivisitazioni colte di romanze, canti popolari e Lieder.

Per questo progetto ci si è avvalsi della collaborazione di una coppia d'eccezione: la pianista russa Oksana Tverdokhlebova e suo marito, il baritono Vadim Tarakanov, che proporranno una selezione di romanze russe per pianoforte e voce sola.

Il Coro invita tutta la cittadinanza ad assistere all'esibizione, ed in particolare le comunità argentina e russa, con la speranza di offrire loro una serata speciale.

Il concerto si tiene a Trento domenica 27 settembre alle ore 20.45, alla Sala della Fondazione Caritro in via Calepina 1 (dietro al Duomo, di fronte al Bar Fiorentina). Si replica il 2 ottobre a Ravenna, alle ore 21 presso la Casa della Solidarietà in via Falconieri (di fronte alle Piscine Comunali Gambi).

Scarica il programma completo

Per permettere al pubblico di apprezzare la poesia e la passione dei brani eseguiti, è possibile scaricare qui i testi e le traduzioni (ed eventualmente stamparli):

Indianas - Carlos Guastavino, Argentina

Romanze russe: Glinka, Rubinshtein, Tchaikovskij, Kui, Rachmaninov, Minkov

Drei Duette - Johannes Brahms, Germania

Fünf Duette - J. Brahms

Zigeunerlieder - J. Brahms

Venite a sentirci (e se avete voglia di conscermi, cercatemi pure...)
Mister_NixOS

P.S. (del 23/09/09) Ed ecco la nostra esimia presidentessa, Paola Bertagnolli, vi presenta questo nuovo prossimo concerto:




giovedì 17 settembre 2009

Morti a Kabul: quanta retorica...

Questa mattina, durante il tragitto fra casa e scuola mi stava per prendere un attacco di gotta ed orticaria fulminante, nel risentire la solita retorica... Di che parlo? come avrete letto o sentito per radio, o televisione, in un attentato a Kabul sono stati fatti saltare per aria un po' di nostri compatrioti, in missione militare. Pace all'anima loro, ma... veramente penosi i soliti discorsi retorici dei politici di turno... ne ricordo uno che partiva con "La morte dei nostri meravigliosi ragazzi..." altri che ne parlavano come si trattasse di eroi... Erano dunque meravigliosi eroi?
L'unica meraviglia che li fregiava era forse quella della gioventù, non ne vedo altre.
Erano degli eroi? e perché? per il mestiere che compivano o perché ne sono morti? Qualcuno me lo spieghi, per favore.
Erano dei lavoratori. Ecco quanto erano: lavoratori, come altri, morti durante il servizio, per un grave "evento" in cui avevano ben messo in conto di imbattersi. Se come loro ne morissero altri 5 o 6 al giorno, i giornali neanche se ne sarebbero occupati, se non in trafiletti, della cronaca locale delle città d'origine d'ognuno di loro, come succede per gli altri lavoratori, quelli che muoiono TUTTI I GIORNI, ma di cui si sente parlare solo a tratti, secondo la moda, anzi l'onda, del momento. Questi muoiono per incidenti che non avevano preventivato, spesso per essere costretti a lavorare in condizioni certamente non di sicurezza da superiori farabutti, che pensano solo ad incrementare i guadagni, per cui non badano alla sicurezza dei loro dipendenti, o dalla loro ignoranza, talvolta una colpa, spesso condizione da cui non sono aiutati ad uscire da chi di dovere... anche la sanzione fa educazione, ma questo sembra proprio anni luce dalla cultura italiota... Questi lavoratori però non sono eroi, no, non lo penso per niente: sono martiri dello stato italiano, martirizzati dal sistema, che non li fa assurgere ad eroi solo perché sarebbe sua condanna morale, per le responsabilità che ogni giorno elude, quanto meno di controllo.
L'unico intervento decente che ho sentito era quello di Ferrero (PRC), che incoraggiava ad un alternativa all'azione militare: non un pacifista semplicista, ma un realista rispetto alla sanguinosa storia dell'Afghanistan, in guerra da un trentennio.
Se i nostri giovani soldati, deceduti a Kabul, sono meravigliosi, lo sono parimenti tutti i morti sul lavoro. Un tributo a loro, tutti, siano o meno soldati. Un minuto di silenzio non per i nostri soldati, ma per tutti i lavoratori!
Mister_NixOS